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Ludopatia e gioco patologico: la Regione Campania presenta un piano per limitare la dipendenza dei giochi

Da attività in grado di divertire e rilassare, il gioco può diventare una vera e propria patologia, con tutte le implicazioni sociologiche che ne derivano. Oggi si parla di ludopatia, ovvero il comportamento compulsivo che genera dipendenza da determinati giochi, che possono essere i classici videogame, ma anche slot machine, vlt, giochi numerici e quant’altro. Si tratta di un problema serio cresciuto in maniera direttamente proporzionale alla diffusione di sale scommesse, bingo, ma anche piattaforme di gioco online. Maggiore è l’offerta di giochi per gli utenti, maggiore sarà il numero dei potenziali ammalati di ludopatia.

Le Regione Campania, tra le altre, ha presentato un piano volto proprio a limitare la dipendenza dai giochi, approvando nel dicembre del 2015 un regolamento contro il quale ha presentato ricorso la società Hbg Arcades. Il Tar Campania, però, ha dato ragione a marzo 2017 al governo regionale confermando la limitazione degli orari di apertura delle sale da gioco dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 18,00 alle 23,00. Il regolamento è stata la risposta agli ultimi dati regionali relativi alla ludopatia che in Campania supera addirittura la media nazionale (13% contro l’11% dello ‘Stivale’). Lo stesso regolamento ha anche stabilito la distanza minima di 500 metri delle sale gioco dai luoghi sensibili, quali sono istituti scolastici, università e centri di aggregazione di giovani; 200 metri, invece, dai luoghi in cui è possibile reperire liquidità di denaro, ossia bancomat, agenzie di prestiti e pegni, cambio oro etc.

Questo, così come gli altri provvedimenti fatti propri dal governo centrale e dalle amministrazioni locali, aiutano, ma non sono da soli sufficienti a garantire una lotta senza quartiere alla ludopatia, una problematica che nel cosiddetto DSM, ossia il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association, viene catalogata nella categoria dei disturbi da dipendenza, a parte rispetto a droga e alcol. La disponibilità di numerose sale da gioco, oltre che delle piattaforme di gioco online raggiungibili tramite computer o in mobilità da smartphone e tablet, ha fatto sì che sempre più persone fossero attratte nel vortice del gioco patologico. A preoccupare, secondo quanto emerge dagli ultimi dati, è l’attrattiva che alcune tipologie di giochi, come slot e vlt esercitano sempre di più anche su donne e adolescenti.

Ma come capire se si è affetti da ludopatia o gioco patologico? Secondo il DSM è sufficiente che si verifichino quattro sintomi per diagnosticare la dipendenza dal gioco. Ovviamente, non vi è la certezza matematica, ma se si verificano quattro condizioni su una serie di sintomi ormai codificati, è opportuno rivolgersi ad uno specialista che possa aiutare ad iniziare un percorso adeguato.

Quali sono questi sintomi? L’esigenza di puntare nei giochi somme sempre più alte per raggiungere l’eccitazione; nervosismo o irritazione prima di uscire dal gioco o quando state cercando di limitarvi; ripetuti sforzi, rivelatisi vani, di ridurre le puntate o uscire dal gioco; pensare ai giochi e alle scommesse per troppo tempo nell’arco della giornata, rimuginando magari sulle ultime puntate; le puntate diventano più frequenti nei momenti di inquietudine, ansia, stress, depressione; il continuo gioco al rialzo in caso di perdite per cercare di “rifarsi”; cominciare a mentire a parenti e amici per coprire giocate ed eventuali perdite; compromissione di attività lavorativa e affetti a causa del gioco; frequenti richieste di soldi a terzi per migliorare la propria situazione economica su cui gravano le perdite del gioco.

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